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Apro partita IVA

Forfettario o ordinario, costi reali, tasse, contributi INPS, codice ATECO. Tutto quello che devi sapere prima di metterti in proprio, senza paroloni.

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Fonti: Agenzia delle Entrate · INPS Circolare 14/2026 · Legge di Bilancio 2026
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1–2h
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tasse dal 6° anno
in poi
✅ Questa guida fa per te?
Vuoi lavorare come libero professionista o aprire un'attività?
Prevedi di fatturare meno di 85.000€ all'anno?
Le basi

Cos'è la partita IVA

La partita IVA è un numero di 11 cifre che identifica la tua attività economica. È obbligatoria per chiunque svolga un'attività lavorativa autonoma in modo continuativo — che tu sia un freelance, un artigiano, un commerciante o un professionista.

Non è una società. Se apri una partita IVA come persona fisica (la strada più comune per chi inizia), resti te stesso. Non devi creare nessuna azienda. Semplicemente, lo Stato sa che lavori in proprio e ti chiede di pagare le tasse su quello che guadagni.

💡 Quando serve la partita IVA

Serve se la tua attività è continuativa e abituale. Se fai un lavoro una tantum (un sito web per un amico, una consulenza isolata), puoi usare la prestazione occasionale fino a 5.000€ annui. Oltre quel punto, o se lavori regolarmente, ti serve la partita IVA.

I numeri veri

Quanto paghi davvero il primo anno

La paura più grande di chi apre partita IVA è "non sapere quanto pagherò". Ecco un esempio concreto con numeri reali.

Esempio: Sara, graphic designer, 30.000€ di ricavi

Forfettario, nuova attività, Gestione Separata INPS. Coefficiente di redditività 78%.

Ricavi incassati30.000€
Reddito imponibile (78%)23.400€
Contributi INPS (26,23%)6.138€
Reddito netto tassabile17.262€
Imposta sostitutiva (5%)863€
Commercialista online~400€
Totale tasse + contributi~7.400€

Le restano in tasca: ~22.600€ (75% dei ricavi)

💶 Attenzione al primo anno

Il primo anno paghi solo il saldo. Ma a giugno dell'anno dopo arrivano saldo + primo acconto insieme: per Sara sarebbero circa 12.000€ in un colpo. Metti da parte il 30% di ogni incasso fin dal primo giorno.

La scelta chiave

Forfettario o ordinario?

Questa è la prima vera decisione da prendere. Il regime forfettario è pensato per chi inizia ed è quasi sempre la scelta migliore se fatturi sotto 85.000€.

ForfettarioOrdinario
IVANon la applichiLa applichi e la versi
ContabilitàNessun obbligo di registriRegistri IVA, libro giornale
Costi scaricabiliNo (tutto forfettario)Sì, tutti quelli documentati
Limite ricavi85.000€ annuiNessuno
Fattura elettronicaObbligatoriaObbligatoria
Ideale perFreelance, chi inizia, bassi costiAlti costi, fatturato >85k
💡 Quando conviene l'ordinario

Se hai molti costi deducibili (affitto ufficio, attrezzature, dipendenti) o se fatturi principalmente a partite IVA (che possono detrarre l'IVA), il regime ordinario potrebbe convenirti. Ma per la maggior parte di chi inizia, il forfettario è imbattibile.

I 7 requisiti per il forfettario nel 2026

1
Ricavi sotto 85.000€ annui
Se apri a metà anno, il limite è proporzionale (es. luglio = ~42.800€)
2
Reddito da dipendente ≤ 35.000€
Se hai anche un lavoro dipendente, il tuo stipendio 2025 non deve superare questa soglia
3
Spese per dipendenti ≤ 20.000€
Se assumi qualcuno o hai collaboratori
4
Nessuna partecipazione in società
Non puoi essere socio di SNC, SAS o SRL nello stesso settore
5
Nessun regime speciale IVA
Agricoltura, agenzie viaggio, vendita beni usati sono esclusi
6
Residenza fiscale in Italia
O in UE/SEE con almeno 75% del reddito prodotto in Italia
7
Per il 5%: attività davvero nuova
Non puoi essere la prosecuzione di un lavoro che facevi da dipendente presso lo stesso datore
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Passo per passo

Come si apre, in pratica

Aprire la partita IVA è gratis e si può fare in un giorno. Ecco i passaggi.

1
Scegli il codice ATECO

Il codice che identifica la tua attività. Determina il coefficiente di redditività (e quindi quanto paghi di tasse). Sbagliare codice = pagare di più.

2
Compila il modello AA9/12

Il modulo dell'Agenzia delle Entrate per aprire la P.IVA come persona fisica. Puoi farlo online, tramite commercialista, o allo sportello.

3
Scegli il regime fiscale

Forfettario o ordinario. La scelta si comunica nel modello. Se hai i requisiti, il forfettario si applica automaticamente.

4
Iscriviti all'INPS

Gestione Separata (professionisti senza cassa) o Gestione Artigiani/Commercianti. Se sei artigiano/commerciante, devi anche iscriverti alla Camera di Commercio.

5
Attiva la fatturazione elettronica

Obbligatoria per tutti. Puoi usare il servizio gratuito dell'Agenzia delle Entrate o software come Fatture in Cloud, Fiscozen, Quickfisco.

💡 Quanto tempo ci vuole?

Se vai con un commercialista online, in 24-48 ore sei operativo. Il numero di partita IVA viene rilasciato in poche ore dalla presentazione del modello.

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Il codice che conta

Il codice ATECO e il coefficiente di redditività

Il codice ATECO è un codice di 6 cifre che classifica la tua attività. Nel forfettario è fondamentale perché determina il coefficiente di redditività — la percentuale del fatturato su cui paghi le tasse.

Esempi di coefficienti per attività comuni

💻
78%
Consulenti, grafici,
sviluppatori, copywriter
🔧
86%
Costruzioni,
attività immobiliari
🛒
40%
Commercio, bar,
ristoranti, e-commerce
🏋️
67%
Istruttori, personal
trainer, videomaker
🏭
67%
Industrie alimentari,
manifattura
📦
54%
Commercio
ambulante non alimentare
⚠️ Non indovinare il codice ATECO

Scegliere il codice sbagliato significa pagare più tasse del dovuto o rischiare contestazioni dall'Agenzia delle Entrate. Un consulente costa 50-100€ per questa scelta — soldi spesi bene.

I contributi

Contributi INPS: quanto si paga

Oltre alle tasse, devi versare i contributi previdenziali all'INPS. Quanto paghi dipende dal tipo di attività.

GestioneChi ci vaQuanto si pagaContributo minimo
ArtigianiIdraulici, elettricisti, parrucchieri, falegnami24% del reddito~4.521€/anno (anche a reddito zero)
CommerciantiNegozianti, e-commerce, agenti24,48% del reddito~4.612€/anno (anche a reddito zero)
Cassa professionaleAvvocati, medici, ingegneri, architettiVaria per cassaVaria per cassa
💶 Riduzione 35% per forfettari artigiani/commercianti

Se sei artigiano o commerciante in forfettario, puoi chiedere la riduzione del 35% sui contributi. Devi fare domanda all'INPS entro il 28 febbraio. Il contributo minimo scende così a circa 3.100€/anno.

⚠️ Gestione Separata: nessuna riduzione

Per i professionisti in Gestione Separata, la riduzione del 35% non si applica. Paghi il 26,23% sul reddito effettivo, senza minimali ma anche senza sconti.

Quanto costa gestirla

Costi di gestione: commercialista e strumenti

Aprire la P.IVA è gratis. Gestirla costa qualcosa. Ecco le opzioni.

MetodoCosto annuoCosa includeIdeale per
Da solo (servizi AE gratuiti)0€Fatturazione elettronica AE, dichiarazione fai-da-teChi ha dimestichezza col fisco
Commercialista tradizionale800–2.000€Tutto + consulenza in studio, rapporto personaleSituazioni complesse, alti fatturati
💡 Consiglio onesto

Se sei in forfettario con un'attività semplice (freelance, consulente, artigiano), un commercialista online basta e avanza. Paghi 200-500€/anno, hai tutto gestito e non devi pensare a nulla. È il miglior rapporto qualità-prezzo.

Non sai se ti conviene il forfettario o l'ordinario? Ti facciamo una simulazione personalizzata con i tuoi numeri.
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Cosa ti serve

Documenti necessari

🪪
Documento d'identità valido
Carta d'identità o passaporto
💳
Codice fiscale / tessera sanitaria
🔐
SPID
Per aprire online tramite il sito dell'Agenzia delle Entrate
🏠
Indirizzo di esercizio dell'attività
Può essere casa tua — non serve un ufficio
📋
Codice ATECO scelto
Meglio se validato da un commercialista
🏦
IBAN per i rimborsi
Non obbligatorio un conto business, ma consigliato
Da evitare

Errori che fanno tutti

⚠️ Non mettere da parte i soldi per le tasse

Il primo anno non paghi quasi nulla. Poi a giugno del secondo anno arriva il conto: saldo + acconto. Se non hai messo da parte almeno il 30% di ogni incasso, sei nei guai.

⚠️ Scegliere il codice ATECO a caso

Un codice sbagliato può significare un coefficiente di redditività più alto, e quindi tasse più alte. O peggio, un inquadramento previdenziale errato con contributi minimi da 4.500€/anno che non ti aspettavi.

⚠️ Fatturare più del 50% al tuo ex datore di lavoro

Se hai aperto P.IVA dopo essere stato dipendente, e fatturi più della metà al tuo ex capo, perdi il diritto al 5%. Rischi di pagare il triplo di tasse.

⚠️ Non chiedere la riduzione INPS

Se sei artigiano o commerciante in forfettario, la riduzione del 35% sui contributi non è automatica. Devi fare domanda all'INPS entro il 28 febbraio. Altrimenti paghi il pieno.

Strumento interattivo

Quanto pagherai? Calcolalo

Calcolatore

Stima tasse e contributi
in regime forfettario

Ricavi annui previsti30.000€
Coefficiente di redditività78%
Stima tasse + contributi annui
7.001€
Ti restano in tasca circa 22.999€
Reddito imponibile23.400€
Contributi INPS6.138€
Imposta sostitutiva863€
Netto stimato22.999€
Personalizza — 1,99€
Domande frequenti

FAQ

Sì, puoi. A patto che il tuo reddito da dipendente non superi 35.000€ annui (per restare nel forfettario). Non devi chiedere il permesso al datore di lavoro (salvo clausole contrattuali), ma non puoi fatturare più del 50% allo stesso datore.
L'apertura è gratuita se fai tutto da solo tramite il sito dell'Agenzia delle Entrate. Con un commercialista online costa circa 50-150€ (spesso incluso nell'abbonamento annuale). Se sei artigiano/commerciante, c'è il diritto annuale CCIAA di circa 50-100€.
No, non è obbligatorio. In regime forfettario la contabilità è molto semplice. Però un commercialista (anche online, 200-500€/anno) ti evita errori che costano di più: codice ATECO sbagliato, scadenze mancate, contributi calcolati male. Per chi inizia, è un investimento che si ripaga.
Se resti tra 85.000€ e 100.000€, esci dal forfettario dall'anno successivo. Se superi i 100.000€, esci immediatamente e da quel momento devi applicare l'IVA sulle fatture. Per rientrare nel forfettario dovrai aspettare due anni sotto soglia.
No, nel forfettario non scarichi spese reali. Il tuo reddito è calcolato in modo forfettario (ricavi × coefficiente di redditività). L'unica deduzione possibile sono i contributi previdenziali versati. Se hai molte spese, valuta se l'ordinario conviene di più.
Non è obbligatorio per legge. Puoi usare il conto personale. Ma è fortemente consigliato avere un conto separato: facilita la gestione, evita confusione con le spese personali e ti aiuta a mettere da parte il 30% per le tasse.
Sì, la chiusura è gratuita e si fa con lo stesso modello dell'apertura (AA9/12). Devi comunicarla entro 30 giorni dalla cessazione dell'attività. Restano da pagare saldo tasse e contributi sull'ultimo anno.
Il bonus principale è l'aliquota al 5% per i primi 5 anni (per tutti, non solo under 35). In più, se sei artigiano/commerciante e ti iscrivi per la prima volta alla Camera di Commercio, puoi chiedere la riduzione del 50% dei contributi INPS per i primi 36 mesi.

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