(primi 5 anni)
regime forfettario
(con commercialista)
aprire online
in poi
Cos'è la partita IVA
La partita IVA è un numero di 11 cifre che identifica la tua attività economica. È obbligatoria per chiunque svolga un'attività lavorativa autonoma in modo continuativo — che tu sia un freelance, un artigiano, un commerciante o un professionista.
Non è una società. Se apri una partita IVA come persona fisica (la strada più comune per chi inizia), resti te stesso. Non devi creare nessuna azienda. Semplicemente, lo Stato sa che lavori in proprio e ti chiede di pagare le tasse su quello che guadagni.
Serve se la tua attività è continuativa e abituale. Se fai un lavoro una tantum (un sito web per un amico, una consulenza isolata), puoi usare la prestazione occasionale fino a 5.000€ annui. Oltre quel punto, o se lavori regolarmente, ti serve la partita IVA.
Quanto paghi davvero il primo anno
La paura più grande di chi apre partita IVA è "non sapere quanto pagherò". Ecco un esempio concreto con numeri reali.
Esempio: Sara, graphic designer, 30.000€ di ricavi
Forfettario, nuova attività, Gestione Separata INPS. Coefficiente di redditività 78%.
Le restano in tasca: ~22.600€ (75% dei ricavi)
Il primo anno paghi solo il saldo. Ma a giugno dell'anno dopo arrivano saldo + primo acconto insieme: per Sara sarebbero circa 12.000€ in un colpo. Metti da parte il 30% di ogni incasso fin dal primo giorno.
Forfettario o ordinario?
Questa è la prima vera decisione da prendere. Il regime forfettario è pensato per chi inizia ed è quasi sempre la scelta migliore se fatturi sotto 85.000€.
| Forfettario | Ordinario | |
|---|---|---|
| Aliquota | 5% primi 5 anni, poi 15% ✦ Più conveniente | 23–43% (IRPEF a scaglioni) |
| IVA | Non la applichi | La applichi e la versi |
| Contabilità | Nessun obbligo di registri | Registri IVA, libro giornale |
| Costi scaricabili | No (tutto forfettario) | Sì, tutti quelli documentati |
| Limite ricavi | 85.000€ annui | Nessuno |
| Fattura elettronica | Obbligatoria | Obbligatoria |
| Ideale per | Freelance, chi inizia, bassi costi | Alti costi, fatturato >85k |
Se hai molti costi deducibili (affitto ufficio, attrezzature, dipendenti) o se fatturi principalmente a partite IVA (che possono detrarre l'IVA), il regime ordinario potrebbe convenirti. Ma per la maggior parte di chi inizia, il forfettario è imbattibile.
I 7 requisiti per il forfettario nel 2026
Come si apre, in pratica
Aprire la partita IVA è gratis e si può fare in un giorno. Ecco i passaggi.
Il codice che identifica la tua attività. Determina il coefficiente di redditività (e quindi quanto paghi di tasse). Sbagliare codice = pagare di più.
Il modulo dell'Agenzia delle Entrate per aprire la P.IVA come persona fisica. Puoi farlo online, tramite commercialista, o allo sportello.
Forfettario o ordinario. La scelta si comunica nel modello. Se hai i requisiti, il forfettario si applica automaticamente.
Gestione Separata (professionisti senza cassa) o Gestione Artigiani/Commercianti. Se sei artigiano/commerciante, devi anche iscriverti alla Camera di Commercio.
Obbligatoria per tutti. Puoi usare il servizio gratuito dell'Agenzia delle Entrate o software come Fatture in Cloud, Fiscozen, Quickfisco.
Se vai con un commercialista online, in 24-48 ore sei operativo. Il numero di partita IVA viene rilasciato in poche ore dalla presentazione del modello.
Il codice ATECO e il coefficiente di redditività
Il codice ATECO è un codice di 6 cifre che classifica la tua attività. Nel forfettario è fondamentale perché determina il coefficiente di redditività — la percentuale del fatturato su cui paghi le tasse.
Esempi di coefficienti per attività comuni
sviluppatori, copywriter
attività immobiliari
ristoranti, e-commerce
trainer, videomaker
manifattura
ambulante non alimentare
Scegliere il codice sbagliato significa pagare più tasse del dovuto o rischiare contestazioni dall'Agenzia delle Entrate. Un consulente costa 50-100€ per questa scelta — soldi spesi bene.
Contributi INPS: quanto si paga
Oltre alle tasse, devi versare i contributi previdenziali all'INPS. Quanto paghi dipende dal tipo di attività.
| Gestione | Chi ci va | Quanto si paga | Contributo minimo |
|---|---|---|---|
| Separata✦ Più comune | Freelance, consulenti, professionisti senza cassa | 26,23% del reddito | Nessuno (paghi solo su quello che guadagni) |
| Artigiani | Idraulici, elettricisti, parrucchieri, falegnami | 24% del reddito | ~4.521€/anno (anche a reddito zero) |
| Commercianti | Negozianti, e-commerce, agenti | 24,48% del reddito | ~4.612€/anno (anche a reddito zero) |
| Cassa professionale | Avvocati, medici, ingegneri, architetti | Varia per cassa | Varia per cassa |
Se sei artigiano o commerciante in forfettario, puoi chiedere la riduzione del 35% sui contributi. Devi fare domanda all'INPS entro il 28 febbraio. Il contributo minimo scende così a circa 3.100€/anno.
Per i professionisti in Gestione Separata, la riduzione del 35% non si applica. Paghi il 26,23% sul reddito effettivo, senza minimali ma anche senza sconti.
Costi di gestione: commercialista e strumenti
Aprire la P.IVA è gratis. Gestirla costa qualcosa. Ecco le opzioni.
| Metodo | Costo annuo | Cosa include | Ideale per |
|---|---|---|---|
| Da solo (servizi AE gratuiti) | 0€ | Fatturazione elettronica AE, dichiarazione fai-da-te | Chi ha dimestichezza col fisco |
| Commercialista online✦ Scelta BuroFacile | 200–500€ | Apertura, dichiarazione, F24, fatturazione, assistenza | Chi vuole semplicità e risparmio |
| Commercialista tradizionale | 800–2.000€ | Tutto + consulenza in studio, rapporto personale | Situazioni complesse, alti fatturati |
Se sei in forfettario con un'attività semplice (freelance, consulente, artigiano), un commercialista online basta e avanza. Paghi 200-500€/anno, hai tutto gestito e non devi pensare a nulla. È il miglior rapporto qualità-prezzo.
Documenti necessari
Errori che fanno tutti
Il primo anno non paghi quasi nulla. Poi a giugno del secondo anno arriva il conto: saldo + acconto. Se non hai messo da parte almeno il 30% di ogni incasso, sei nei guai.
Un codice sbagliato può significare un coefficiente di redditività più alto, e quindi tasse più alte. O peggio, un inquadramento previdenziale errato con contributi minimi da 4.500€/anno che non ti aspettavi.
Se hai aperto P.IVA dopo essere stato dipendente, e fatturi più della metà al tuo ex capo, perdi il diritto al 5%. Rischi di pagare il triplo di tasse.
Se sei artigiano o commerciante in forfettario, la riduzione del 35% sui contributi non è automatica. Devi fare domanda all'INPS entro il 28 febbraio. Altrimenti paghi il pieno.
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